lunedì 5 settembre 2011

Trento Bondone - 4 settembre 2011


Anche quest'anno il Campionato Nazionale Motoraid si e' concluso. 
Il percorso è stato magnifico come sempre, ed il tempo uggioso - con leggera pioggia a tratti - ha fatto sì che la prudenza la facesse da padrona anche se qualcuno, come suol dirsi, ha fatto il bischero ed e' finito per terra.
Come dicevo, paesaggi meravigliosi, strade sconosciute nonostante tutti i viaggi fatti in Trentino ed una gara veramente impegnativa con tempi assoluti da centrare e prove cronometrate asfissianti.
Passiamo alla gara: sono rimasto un po' deluso da come la squadra ha risposto all'invito: troppe defezioni e mancata iscrizione di una persona (chi sarà? G..l.o!) arrivata fino a Trento ma che poi non ha partecipato.
Sono - siamo - invece soddisfattissimi per i risultati conseguiti dai partecipanti.
Io, Franco e Adriano abbiamo concluso con un 3° (io), 6°  (Franco), 7° (Adriano) di categoria dietro al gotha nazionale della specialità.
Il viaggio e' stato un'esperienza nell'esperienza: sabato abbiamo raggiunto Trento passando dalla Valdastico, strada magnifica con una splendida salitella finale che merita veramente di essere ripetuta. 
Quanto al ritorno, il tempo non ci ha assistito.   Una pioggia ora leggera ora intensa, variabile ed incostante ci ha portato al "rompete le righe" ed ognuno è tornato a casa come meglio gli è parso.
Io e Franco abbiamo continuato l'avventura (perché di questo si e' trattato) attraversando tutta la Pianura Padana sulle strade statali e rifuggendo l'autostrada: abbiamo percorso la SS 12 dell'Abetone e del Brennero quasi fino a Modena, tagliando per Bologna da Mirandola.   A notte ormai sopraggiunta, sotto frequenti rovesci d'acqua e col bagliore dei lampi all'orizzonte, abbiamo vagato nelle tenebre sulle nuove strade che tagliano la pianura intorno a Bologna.   Infine la tangenziale e l'ingresso in autostrada col gran finale: passato il casello, mentre ci rassettavamo prima di affrontare l'Appennino, siamo stati avvicinati da uno straniero A PIEDI che non sapeva né quale autostrada né quale direzione imboccare per raggiungere Porretta.   Faticosamente siamo riusciti ad aiutarlo e ad indicargli la strada quando è sopraggiunta una pattuglia della Stradale che ci ha ripreso e sgridato, ed è stato quasi più faticoso spiegare la situazione a loro che al tipo smarrito.   Ma poi tutto si è risolto per il meglio e la pattuglia, lo straniero e noi siamo andati ognuno per la propria strada, nella notte "buia e tempestosa".
Ma non è finita: ci aspettavano ancora la bufera di vento che ci ha accompagnato per tutto l'Appennino, le nuvole basse al valico e la pioggerellina che ogni tanto ci appannava la visiera... comunque tutto è finito bene e siamo arrivati incolumi e felici alle nostre case, dalle nostre compagne e dalle nostre gatte.
Ebbene il campionato e' finito, ma spero non sia finita la nostra voglia di giocare, di scherzare e di andare in moto.
Un ringraziamento di cuore a tutti quelli che ci hanno seguito e che ci seguiranno, continuando a fare squadra.
Un saluto,il Boss Andrea e Tigellino Franco.

domenica 21 agosto 2011

25° MILANO - TARANTO disegnata da Claudio.

Questa è la copertina delle Milano - Taranto disegnata da Claudio.
E' stata disegnata in albergo, non mi ricordo quale, dopo la galoppata quotidiana.
E' molto bella e descrive perfettamente il clima di amicizia che si era creato nel Team.

Franco

martedì 16 agosto 2011

Milano Taranto. LE FOTO!!!

Finalmente on line le foto della Milano-Taranto.


Lo stesso link sarà comunque sempre attivo in alto a sx, fra le foto ed i filmati della Banda Bagnoli.

Franco.

domenica 14 agosto 2011

Milano Taranto: tu chiamale, se vuoi, emozioni!

Caro Franco, amico e compagno della nostra Milano-Taranto,

Cari amici del Blog dedicato alla Banda Bagnoli,

sono Claudio, il numero 90 della Milano-Taranto edizione 2011,

dopo aver letto e condiviso i commenti di Andrea e Adriano vorrei anch'io fare un commento. Sognavo di partecipare alla MI-TA da sempre, almeno 25-30 anni. Non mi sono mai iscritto prima perché secondo me questa manifestazione è la ricerca dell'armonia fra moto, percorso e persone con cui partecipi, e fino a quest'anno questo mix non si era determinato.

Di amici non ne ho molti e i pochi che condividono con me la passione per la moto trovavano sempre un pretesto per non partecipare, ma finalmente quest'anno ho trovato il gruppo di compagni di avventura ideale, una compagnia perfetta che non mi sarei mai aspettato di trovare.

Sognavo di fare questo viaggio quasi come se fosse il mio ultimo desiderio prima di morire.

Oltre alla tenuta della mia Moto Morini Corsaro, la mia più grande preoccupazione era quella di affrontare i problemi di convivenza “stretta” – come la MI-TA richiedeva - con persone che conosco poco. L’amicizia è molto importante per me: la nostra squadra di 5 amici, mano a mano che passavano i km, si consolidava sempre di più.

Ancora adesso rammento i momenti alla fine di ogni tappa: subito a festeggiare nella camera

d'albergo dopo la tappa e la festa ed i canti – “Brindisino doc” - ogni sera a cena al nostro tavolo.


Sono stati momenti di unione, allegria, amicizia. Questo è stato importante, moca l’arrivare primi, secondi ecc...

Certo, posso raccontare dei problemi che ho avuto alla partenza con la moto, le prestazioni meccaniche, le medie, le difficoltà del percorso…

… ma la cosa bella è stata quella di scoprire e di vivere momento per momento - km dopo km - quello che stavo facendo io, la mia moto, i miei compagni, e di vivere la sensazione

bellissima di ritornare bambino, un bambino che non aveva niente di materiale ma tanti amici (orsetti pelosi e cacatori).

Adesso il mio sogno non è quello di partecipare ad una nuova MI-TA, ma quello di continuare a vivere quei giorni come se non fossero finiti il 9 luglio 2011; li vorrei vivere con la stessa armonia, passione e allegria.

Ringrazio moltissimo chi era al passo del Giogo. Quel filmato mi ha fatto anche piangere perché so che chi era lì avrebbe voluto essere con noi alla MI-TA.

La passione e l'amore per il rispetto e l'amicizia devono avere la precedenza in ogni momento della nostra vita. Se non posso dividere i miei pensieri con qualcuno meglio non far parte di questa vita.
Grazie Franco Andrea Adriano Alvaro di avermi voluto con voi.

Claudio

mercoledì 10 agosto 2011

Milano - Taranto, non solo un'impresa.

Grazie alla Milano-Taranto ho scoperto la passione delle personAggiungi videoe per certe manifestazioni,il passaggio nei paesi con molte persone a salutare anche nel corso della notte, dava una carica a proseguire, ricordo un particolare curioso, mentre attraversavo un paese vicino al Tavoliere ho finito la benzina, un bimbo di circa 4 anni vedendomi fermare è corso subito, e stava dal lato opposto della strada guardandomi rifornire, era contento, terminato il pieno l'ho salutato prima di ripartire, ( sarà un prossimo partecipante? ).
Ringrazio Andrea, Claudio,Franco e mio padre Alvaro dei bellissimi momenti passati insieme, e dei momenti di trepidazione, quando dopo Ariano Irpino si sono rotte le puntine della mia Lambretta, problema risolto in breve tempo con l'aiuto di mio padre, grazie anche agli amici del Club moto Guzzi Empoli.

Adriano

mercoledì 20 luglio 2011

25° MILANO - TARANTO

Prima settimana di luglio, da Milano a Taranto con le moto storiche in sei tappe per circa 1600 chilometri: un'impresa notevole. Protagonisti, i piloti Adriano, Andrea, Claudio con Alvaro e Franco a far l'assistenza in...
corsa.Quelle che seguono sono alcuni pensieri post impresa del Boss e di Franco.
In preparazione un album con le foto migliori.A disposizione il video girato da Giampiero col passaggio dei nostri eroi al Passo del Giogo.

Ecco il link, che trovate anche nel bordo a sinistra: http://www.youtube.com/watch?v=71UdoMZFIKY

Lunedi' 04/07/2011 ore 00,41' si parte.
Sono passati 25 anni da quel lontano 1987, quando vidi arrivare in quel di Avellino la 4° tappa
della prima rievocazione della corsa su strada Milano Taranto. Da allora, per vari motivi, non ho mai potuto partecipare. A volte per la data, a volte per mancanza di soldi, a volte perché me ne sono scordato.Quest'anno invece ci sono. Si abbassa la bandiera, 3 passi ci corsa e il motore del mio Gilera 150ss del 1957 comincia a ruggire. Tale ruggito mi accompagnerà fino a Taranto. Prima di me erano partiti Adriano col numero 46 e Claudio col 90. Alla prima curva finiscono le luci di Milano e ci si immerge nella campagna lombarda nel buio più assoluto. Dopo appena trenta chilometri, il mio compagno di avventura numero 113 ha un problema meccanico: si ferma ai bordi della strada e riesce a continuare solo dopo l'arrivo del camion dell'assistenza. Raggiungo Claudio e continuiamo insieme. Nella notte,
attraversando i paesini della Bassa, incontriamo festanti gruppi di cittadini che ci incitano e ci salutano. E' incredibile: la gente si emoziona ancora al passaggio di questi matti che con mezzi antiquati vanno nella notte verso il sud d'Italia. Si arriva al primo controllo di Crema. L'atmosfera è quasi surreale: siamo tutti eccitati, increduli dell'avventura che stiamo vivendo.Si riparte, Claudio ha un problema alla gomma posteriore che si sgonfia lentamente ma inesorabilmente. Dopo il primo momento di panico dovuto alla notte ed alla solitudine (nessuno dell’assistenza si è fermato nonostante i nostri segni di richiesta di aiuto), lo lascio nelle mani dei nostri accompagnatori e mi lancio da solo nella notte e nella pianura. Le sensazioni, le emozioni e l'adrenalina sono al massimo. Guido in scioltezza ma anche con foga, cercando di recuperare il tempo perduto. I primi bagliori del nuovo giorno mi colgono in sella, col mento sul serbatoio, con
in testa l’unico pensiero di arrivare al controllo orario successivo. Arrivo che fa già giorno; il tempo di un caffè ristoratore, un piccolo spuntino ed ecco che arriva anche Claudio, in tempo utile per passare il controllo orario senza penalità. I nostri assistenti al seguito, Alvaro e Franco, lo hanno messo in condizioni di ripartire cambiandogli in corsa la camera d’aria: un pit-stop degno
della Formula 1. Claudio è felice: se l’è vista brutta, la sua avventura poteva finire una
cinquantina di chilometri dopo la partenza. A tempo debito si riparte. Di concerto, teniamo un buon ritmo e pensiamo alla fatica che prima o poi si farà sentire: sono gia 24 ore che siamo svegli, quanto reggeremo ancora? Dopo Spilamberto arrivano le prime curve in salita, si sale a Pavullo, ma la fatica annunciata tarda ad arrivare ed anzi preoccupazioni e stanchezza sembrano scomparire di colpo: sembriamo due provetti centauri che pennellano le curve come se facessero una corsa in salita. Riprendiamo un sacco di concorrenti fra dolci curve ombreggiate e poi arriva Zocca, la discesa e finalmente l'arrivo a Zola Predosa. La prima tappa e' conclusa, siamo felici
come se fossimo già' arrivati al traguardo finale.
Le tappe successive si snodano fra paesaggi che solo l'Italia non reclamizzata e fuori dai giri mega
turistici sa offrire. Alcuni ricordi su tutti: l'arrivo bagnato di Torgiano, il passaggio da Rieti e le
dolci curve dell'Appennino centrale, l’arrivo a Ferentino, con l’intero paese al nostro servizio e po
i il Sud, col ristoro idilliaco di Vairano Scalo e l'arrivo ad Ariano Irpino, piccola cittadina arroccata su un colle raggiunta passando su strade sopraelevate che ricordano un ottovolante tanto sono aeree ed sinuose. E poi il Tavoliere, con i suoi 40 gradi ed oltre, dove pensavamo di mandare
arrosto i nostri motori che in vece hanno continuato a cantare come il primo giorno, ed infine
Taranto dove all’arrivo in gruppo è seguita la passerella finale con tanto di Sindaco con bandiera
a scacchi. La velocità di arrivo era così sostenuta che il nostro fotografo al seguito (Franco) e' riuscito a catturare solo la mia ombra, per cui non ho foto in arrivo!!!Una bella esperienza, nella quale abbiamo introdotto, durante le cene, un attimo di allegria con il
nostro brindisino che oltre ad essere firmato spero abbia contagiato altri partecipanti.
Andrea - The Boss

Ho avuto il piacere, insieme ad Alvaro, di seguire la galoppata dei nostri tre eroi. Non avevo moto "abbastanza vecchie" e non ero sicuro di essere libero durante il periodo di svolgimento della
Milano - Taranto. Non potevo quindi iscrivermi in tempo, e così mi sono offerto all'ultimo
momento di fare l'assistenza guidando il furgone-carro appoggio di Andrea; questi ultimi sì storici, sia il furgone che il proprietario, ben più vecchio. Seguendo le avventure dei circa 500 equipaggi fra scooters,
sidecar, moto di tutte le fogge e le età, non avete idea di quanto mi sono morso le mani, tanta era la voglia di mollare il furgone, di salire in sella e di scorazzare per le strade della Corsa. Beh, di sicuro la voglia di partecipare a questa pazzia mi è venuta; vedremo in futuro, se la Banda Bagnoli vorrà bissare l'impresa.

Franco - The Driver

mercoledì 23 marzo 2011