corsa.Quelle
che
seguono sono alcuni pensieri post impresa del Boss e di Franco.
In preparazione un album con le foto migliori.A disposizione il video girato da Giampiero col passaggio dei nostri eroi al Passo del Giogo.

Ho avuto il piacere, insieme ad Alvaro, di seguire la galoppata dei nostri tre eroi. Non avevo moto "abbastanza vecchie" e non ero sicuro di essere libero durante il periodo di svolgimento della
In preparazione un album con le foto migliori.A disposizione il video girato da Giampiero col passaggio dei nostri eroi al Passo del Giogo.
Ecco il link, che trovate anche nel bordo a sinistra: http://www.youtube.com/watch?v=71UdoMZFIKY
Lunedi' 04/07/2011 ore 00,41' si parte.
Sono passati 25 anni da quel lontano 1987, quando vidi arrivare in quel di Avellino la 4° tappa
Sono passati 25 anni da quel lontano 1987, quando vidi arrivare in quel di Avellino la 4° tappa
della prima rievocazione della corsa su strada Milano Taranto. Da allora, per vari motivi, non ho mai potuto partecipare. A volte per la data, a volte per mancanza di soldi, a volte perché me ne sono scordato.Quest'anno invece ci sono. Si abbassa la bandiera, 3 passi ci corsa e il motore del mio Gilera 150ss del 1957 comincia a ruggire. Tale ruggito mi accompagnerà fino a Taranto. Prima di me erano partiti Adriano col numero 46 e Claudio col 90. Alla prima curva finiscono le luci di Milano e ci si immerge nella campagna lombarda nel buio più assoluto. Dopo appena trenta chilometri, il mio compagno di avventura numero 113 ha un problema meccanico: si ferma ai bordi della strada e riesce a continuare solo dopo l'arrivo del camion dell'assistenza. Raggiungo Claudio e continuiamo insieme. Nella notte,
attraversando i paesini della Bassa, incontriamo festanti gruppi di cittadini che ci incitano e ci salutano. E' incredibile: la gente si emoziona ancora al passaggio di questi matti che con mezzi antiquati vanno nella notte verso il sud d'Italia. Si arriva al primo controllo di Crema. L'atmosfera è quasi surreale: siamo tutti eccitati, increduli dell'avventura che stiamo vivendo.Si riparte, Claudio ha un problema alla gomma posteriore che si sgonfia lentamente ma inesorabilmente. Dopo il primo momento di panico dovuto alla notte ed alla solitudine (nessuno dell’assistenza si è fermato nonostante i nostri segni di richiesta di aiuto), lo lascio nelle mani dei nostri accompagnatori e mi lancio da solo nella notte e nella pianura. Le sensazioni, le emozioni e l'adrenalina sono al massimo. Guido in scioltezza ma anche con foga, cercando di recuperare il tempo perduto. I primi bagliori del nuovo giorno mi colgono in sella, col mento sul serbatoio, con
in testa l’unico pensiero di arrivare al controllo orario successivo. Arrivo che fa già giorno; il tempo di un caffè ristoratore, un piccolo spuntino ed ecco che arriva anche Claudio, in tempo utile per passare il controllo orario senza penalità. I nostri assistenti al seguito, Alvaro e Franco, lo hanno messo in condizioni di ripartire cambiandogli in corsa la camera d’aria: un pit-stop degno
della Formula 1. Claudio è felice: se l’è vista brutta, la sua avventura poteva finire una
cinquantina di chilometri dopo la partenza. A tempo debito si riparte. Di concerto, teniamo un buon ritmo e pensiamo alla fatica che prima o poi si farà sentire: sono gia 24 ore che siamo svegli, quanto reggeremo ancora? Dopo Spilamberto arrivano le prime curve in salita, si sale a Pavullo, ma la fatica annunciata tarda ad arrivare ed anzi preoccupazioni e stanchezza sembrano scomparire di colpo: sembriamo due provetti centauri che pennellano le curve come se facessero una corsa in salita. Riprendiamo un sacco di concorrenti fra dolci curve ombreggiate e poi arriva Zocca, la discesa e finalmente l'arrivo a Zola Predosa. La prima tappa e' conclusa, siamo felici
come se fossimo già' arrivati al traguardo finale.
Le tappe successive si snodano fra paesaggi che solo l'Italia non reclamizzata e fuori dai giri mega
Le tappe successive si snodano fra paesaggi che solo l'Italia non reclamizzata e fuori dai giri mega
turistici sa offrire. Alcuni ricordi su tutti: l'arrivo bagnato di Torgiano, il passaggio da Rieti e le

dolci curve dell'Appennino centrale, l’arrivo a Ferentino, con l’intero paese al nostro servizio e po
i il Sud, col ristoro idilliaco di Vairano Scalo e l'arrivo ad Ariano Irpino, piccola cittadina arroccata su un colle raggiunta passando su strade sopraelevate che ricordano un ottovolante tanto sono aeree ed sinuose. E poi il Tavoliere, con i suoi 40 gradi ed oltre, dove pensavamo di mandare
arrosto i nostri motori che in vece hanno continuato a cantare come il primo giorno, ed infine
Taranto dove all’arrivo in gruppo è seguita la passerella finale con tanto di Sindaco con bandiera
a scacchi. La velocità di arrivo era così sostenuta che il nostro fotografo al seguito (Franco) e' riuscito a catturare solo la mia ombra, per cui non ho foto in arrivo!!!Una bella esperienza, nella quale abbiamo introdotto, durante le cene, un attimo di allegria con il
nostro brindisino che oltre ad essere firmato spero abbia contagiato altri partecipanti.
Andrea - The Boss
Andrea - The Boss
Ho avuto il piacere, insieme ad Alvaro, di seguire la galoppata dei nostri tre eroi. Non avevo moto "abbastanza vecchie" e non ero sicuro di essere libero durante il periodo di svolgimento della
Milano - Taranto. Non potevo quindi iscrivermi in tempo, e così mi sono offerto all'ultimo
momento di fare l'assistenza guidando il furgone-carro appoggio di Andrea; questi ultimi sì storici, sia il furgone che il proprietario, ben più vecchio. Seguendo le avventure dei circa 500 equipaggi fra scooters,
sidecar, moto di tutte le fogge e le età, non avete idea di quanto mi sono morso le mani, tanta era la voglia di mollare il furgone, di salire in sella e di scorazzare per le strade della Corsa. Beh, di sicuro la voglia di partecipare a questa pazzia mi è venuta; vedremo in futuro, se la Banda Bagnoli vorrà bissare l'impresa.
Franco - The Driver
Franco - The Driver